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map of Zhaoqing - again raising question of where exactly Ricci lived
....on the town side of the tower or the other side?!
Many thanks, Hugh, for this precious item
c.f. this article:
Provenendo da Macao e passando da Guangzhou arriviamo a Zhaoqing costeggiando il fiume XiJiang. Ci avviciniamo al luogo lentamente. Da lontano, dopo un'ansa del fiume, scorgiamo subito, ben riconoscibile sulla destra, la pagoda ChongXi con i suoi nove livelli. Da questo edificio si propagano suoni di campanelle che, ai vertici di ogni piano, sono mosse dal vento. Alla base della pagoda, immersa in un prato fiorito e attorniata da casupole, spunta un'abitazione di due piani. Approdati al piccolo molo a valle di questi edifici vediamo una serie di muri di recinzione. Il più imponente è quello della torre da cui si snoda, sul lato sinistro, un secondo recinto che appartiene alla casa, molto vicina alla torre, quasi alla sua ombra. Oltre il muro, nel giardino che la circonda, vi è una piccola torretta con un orologio che scandisce le ore: un vero e proprio piccolo campanile isolato. Superato il varco di ingresso alla corte, ci troviamo dinanzi alla casa.
LA PRIMA SEDE DELLA MISSIONE
Seppur piccola, poterla osservare provoca in noi una grande emozione. Non vi
sono dubbi che si tratta della casa che cerchiamo: sulla porta d'ingresso è
affisso un testo in cinese nel quale è descritto come i gesuiti sono arrivati
in Cina, le motivazioni della cessione del suolo su cui è costruito
l'edificio e, ancora, si legge un monito per chi voglia ostacolare i padri
nella loro missione. La casa è composta da due livelli ed è rialzata
rispetto all'esterno: vi sono alcuni gradini che, superando il dislivello, ci
conducono all'ingresso. Al piano di sopra si vede una loggia che è inserita
tra due ali simmetriche dove sono collocate altrettante finestre. Attraverso i
vetri delle finestre si intravedono le tende. Anche al piano terra vi sono
finestre tranne che sul retro, dove c'è una seconda porta che dà sul lato
posteriore della corte. La forma della casa in pianta è rettangolare ed è
disposta con il lato lungo parallelo alla direzione del fiume. Non è molto
grande, circa 12 metri di lunghezza per 4 di profondità.
Al nostro bussare ci viene ad aprire un uomo vestito come un bonzo, con gli
occhi azzurri, il naso aquilino e il capo rasato. È Matteo Ricci.
Accogliendoci con estrema gentilezza e disponibilità dice che ci aspettava e
ci invita a entrare in casa. Ci ritroviamo così in una sala sulla quale si
aprono quattro porte, due a sinistra e due a destra. Sulla parete di fondo
invece vi è una porta che si affaccia sul retro, dove si trovano la scala che
conduce al piano superiore e la seconda porticina per uscire sul retro della
corte.
Veniamo invitati ad accomodarci intorno a un tavolo. Ricci ci informa che
Michele Ruggieri, avendo saputo del nostro arrivo, è in camera sua intento a
scrivere una lettera che ci chiederà di portare con noi e consegnare ad
Alessandro Valignano, quando torneremo a Macao. Così egli inizia subito a
raccontarci di come, insieme a Ruggieri, è riuscito a stabilirsi a Zhaoqing.
Il terreno non è dei gesuiti, ma è stato dato in concessione dal prefetto,
così come molto materiale usato per costruire la casa è stato loro prestato.
Ricci condivide con noi la preoccupazione di sentirsi in debito con il
prefetto. I soldi sono pochi e le donazioni che ricevono non molte. Il numero
dei fedeli è in crescita, ma nella sua mente vi è sempre l'idea di
raggiungere l'imperatore Wan Li per cercare di convertirlo.
Molte questioni ci sono note, perché abbiamo letto le sue lettere e il suo
resoconto Dell'entrata della Compagnia di Gesù in Cina, ma siamo molto
interessati alle vicende e alla descrizione della casa. Inizia allora a
raccontarci dell'abitazione promettendo di accompagnarci in una visita.
Insieme a Ruggieri, con l'aiuto di alcuni operai locali e con il sostegno di
un interprete, ha iniziato a scavare le fondazioni della casa nell'area che
era di pertinenza della pagoda ChongXi. Non appena hanno messo mano al lavoro
dello scavo è stato loro detto di spostarsi un po' più lontani dalla pagoda,
circa una trentina di metri, per far sì che si placassero gli animi e si
appianassero le difficoltà che stavano nascendo con i costruttori della
pagoda. Così hanno fatto. Inizialmente, nonostante avessero preso in prestito
molti mattoni e assi di legno dal cantiere della pagoda con la promessa di
restituirli appena possibile, sono riusciti a costruire un solo livello dei
due previsti, data la mancanza di denaro. Grazie a donazioni ed elemosine
ricevute in seguito, sono riusciti a completare l'opera realizzando una casa
fatta secondo lo stile europeo, adottato per poter completare la costruzione
in tempi brevi. Dovevano infatti approfittare delle condizioni favorevoli e
non perdere l'occasione. In un primo tempo, Ricci e Ruggieri hanno occupato le
stanze al piano terreno, mentre a costruzione ultimata, hanno trasferito le
loro camere da letto al piano superiore. La casa terminata, seppur piccola e
modesta, è adeguata alle loro necessità.
UNA CASA-CHIESA
Ricci ci illustra da vicino la casa e la chiesa. Inizia dalla sala in cui
siamo seduti, quindi ci invita ad alzarci e a seguirlo. Al centro della parete
di fondo della sala è posizionato un piccolo altare, costituito da un
semplice tavolo in legno ricoperto da un panno bianco finemente ricamato. Su
questo è un crocifisso ai cui lati vi sono dei candelabri. Altri piccoli
oggetti adornano la croce. Alle spalle di questo altare, affisso alla parete,
un quadro del Salvatore. Ci dice Ricci che prima stava lì affisso un quadro
della Madonna con il Bambino, ma che lo ha dovuto sostituire poiché i cinesi,
vedendo questa raffigurazione femminile, identificavano Dio con la Vergine. Ai
lati del quadro sono poste alcune pergamene che il gesuita ha ricevuto dal
prefetto Wan Pan, insieme all'altra affissa sulla porta di ingresso. Il resto
della stanza è abbastanza spoglio. Su una parete è affissa una piccola carta
geografica europea. Ci sono delle mensole sulle quali sono appoggiati alcuni
orologi. Anche se questa stanza è usata come chiesa, non vi è un
confessionale. I preti sono soliti non nascondersi durante le confessioni e
svolgono questa funzione in una delle altre camere. Numerose sedie sono
presenti qua e là nella stanza: testimoniano un buon numero di persone che
frequentano la casa: ospiti a pranzo, ma soprattutto fedeli che assistono alla
messa.
Ora Ricci ci fa entrare nelle stanze che danno sulla sala. Nella prima,
adibita a laboratorio, egli elabora le sue carte geografiche. È visibile un
grande tavolo, sul quale sono riposti gli strumenti da disegno oltre che
svariate carte e mappamondi. Alle pareti una libreria raccoglie molte opere
dalle edizioni prestigiose con dorsi riccamente rifiniti. Vi sono libri di
matematica, geometria, astronomia, geografia, cartografia e architettura. Vi
è anche un piccolo torchio per la stampa.
La seconda stanza è dedicata alle costruzioni meccaniche. È piena di orologi
di svariate dimensioni, meccanismi e strumenti di misura. Anche qui si trovano
libri sulle scienze della misurazione del tempo e dello spazio, nonché
trattati sugli orologi e gli astrolabi. La terza camera al piano terreno, una
via di mezzo tra uno spazio espositivo e un deposito, conserva innumerevoli
oggetti: quadri a olio, stampe, vetri di Venezia, casse, strumenti musicali
pronti per essere donati e favorire l'istaurarsi di rapporti favorevoli con i
cinesi. Infine, la quarta camera al piano terreno è usata per tutti i servizi,
come la cucina e la dispensa.
Al piano superiore, dove saliamo per una scala di legno, sono poste le camere
da letto. È possibile uscire sul loggiato, da cui si gode una bellissima
vista del fiume. Sulla riva opposta vi sono molte abitazioni sparse nel verde.
Le stanze da letto dei due gesuiti sono sul lato orientale e ben illuminate
dal sole. Le altre due sono uguali a queste per dimensioni, ma sono usate per
gli ospiti e sono meno adorne e personalizzate. Una delle due è occupata
dagli aiutanti presenti nella casa. Le stanze di Ricci e Ruggieri sono molto
sobrie, ma colme di libri. Ricci ha in camera anche alcuni strumenti musicali.
Le stanze non sono molto alte e sono visibili le capriate che sostengono la
copertura in tegole. I solai e la scala sono in legno molto ben lavorato.
Nell'insieme gli spazi, seppur minimali, sono molto accoglienti. Ma siamo
capitati in un giorno in cui ha promesso di fare visita un siuzai, cioè
un maestro. Matteo Ricci ci informa che deve concludere un lavoro, un dono da
offrire al suo ospite, per cui deve tornare alle sue faccende. Salutiamo il
gesuita e, accomiatandoci, gli diamo appuntamento nella sua seconda casa di
Shaozhou.
* Architetto, professore di Disegno nell'Università «Parthenope» di Napoli